Gli studenti e il Rimpatrio
Durante l’anno scolastico 2008-2009, nove studenti del Collegio Valdese di Torre Pellice hanno ripercorso tutto l'itinerario che i Valdesi utilizzarono per ritornare alle loro valli: un'esperienza didattica ma soprattutto umana.
Articolata in più momenti, l’iniziativa, che ha coinvolto nel complesso 36 studenti, prevedeva lezioni in classe durante l’ora di Storia locale con interventi di esperti esterni, serate pubbliche, uno spettacolo teatrale, la rentrée, un trekking, parte in bicicletta e parte a piedi (dal 16 al 28 agosto 2009), una mostra fotografica e un filmato.
Quello che segue, più che un articolo specifico sul progetto è un insieme di stimoli e spunti di riflessione tratti dagli “Appunti di viaggio” annotati da Marco Fraschia, l’insegnante responsabile dell’intero progetto.
Guarda l'intervista di Marco Fraschia, ideatore dell'iniziativa:
Appunti di Viaggio
L’esperienza didattica e umana di un gruppo di studenti del Collegio valdese di Torre Pellice.
di Marco Fraschia, Docente di Storia Locale
L’idea
Non è insonnia vera e propria. È che a volte mi sveglio alle quattro o cinque di notte e non mi addormento più. Capita. Allora leggo, penso o scrivo. Così nasce l’idea di fare il Glorioso Rimpatrio con i miei allievi del corso di Storia locale, una specie di laboratorio di metodologia di ricerca storica con temi sempre nuovi ogni anno. Ne parlo al preside, Elio Canale, e scrivo il progetto “Sui sentieri della storia: il Glorioso Rimpatrio dei valdesi (1689-2009)”, articolato in tre punti, tutti ruotanti attorno al tema principale:
1) lezioni in classe con interventi esterni;
2) uno spettacolo teatrale, La rentrée, allestito dal gruppo teatrale;
3) il trekking con un gruppo di studenti, da domenica 16 a venerdì 28 agosto 2009.
La data scelta per la lunga camminata non è casuale: coincide con la traversata del lago di Ginevra, nella notte tra il 16 e 17 agosto 1689, e l’inizio della marcia (17 agosto) di valdesi e ugonotti. Anche noi raggiungiamo la sponda del lago e lo attraversiamo il 16 agosto e iniziamo il rimpatrio il 17. Poco importa se la data del calendario Giuliano, in uso all’epoca nei paesi protestanti, corrisponde a 10 giorni dopo nel calendario gregoriano, attualmente in uso. L’inizio della scuola ai primi di settembre, con riunioni, corsi e saldo dei debiti non ci permette questo eccesso di fedeltà cronologica. L’idea è di rispettare le tappe originali: quindi dodici giorni effettivi di trekking, anche se valdesi e ugonotti impiegarono tredici giorni per arrivare sulle alture di Bobbio il 29 agosto, perché si fermarono due giorni nel vallone di Massello, passando una notte alle case dell’Ortiarè e l’altra a Campo la Salza.
L’uso della bicicletta lungo la prima parte dell’itinerario, dal lago di Ginevra fino al Piccolo Moncenisio, che si sviluppa ormai su strade asfaltate o sterrate, tranne un tratto in montagna tra Megève e Les Chapieux, permette di cogliere appieno la lunghezza e la durezza delle tappe senza per altro costringere i partecipanti a lunghe, monotone e rischiose marce sull’asfalto, mentre dormire in tenda, oltre ad abbattere i costi, permette di non prenotare strutture ricettive come alberghi, posti tappa e rifugi con il rischio di dover rispettare le tappe anche in caso di eccessivo brutto tempo.
Il resto è lì, a portata di ricordi, cristallizzati nella memoria: lezioni in classe [1], riunioni con allievi e genitori, incontri in Regione e Provincia, lettere a chiese, enti e istituzioni, prove e spettacoli teatrali, uscite di allenamento, consultazione di guide e cartine, giri esplorativi lungo l’itinerario, consigli direttivi del Cai Uget val Pellice, due serate di proiezioni: con Elena Di Bella e Riccardo Carnovalini e Roberta Ferraris, una serata in piazza organizzata dalla libreria Claudiana con i partecipanti al Rimpatrio di vent’anni fa, la maglietta del Rimpatrio, interviste e trasmissioni radiofoniche, articoli sui giornali e infine lui, il mitico, indimenticabile trekking: tredici giorni in bicicletta e a piedi con un piccolo esercito di nove studenti e quattro accompagnatori, ai quali si sono aggiunti, nella prima parte, fino al Piccolo Moncenisio, le “salmerie” di Ilario e Lucia Merlo con il piccolo Daniel, del Cai Uget Val Pellice, e, nella seconda parte, dalla Val Clarea, Domenico Druetta del Soccorso Alpino Val Pellice e Claudio Zamara, medico e genitore di uno dei ragazzi, da Pragelato, Paolo Oliaro, genitore di un ragazzo. Tredici giorni di fatica e sudore, ma anche di risate, chiacchierate, incontri casuali o programmati, in mezzo a splendidi paesaggi sempre diversi ed eterogenei, fissati per sempre, oltre che negli occhi di ognuno, anche nelle migliaia di fotografie scattate e nelle decine di ore di riprese girate...
[1] Gli interventi esterni si sono limitati a tre incontri con Claudio Pasquet per il IV anno, alcuni appunti di Charles Buffat sugli esuli valdesi in svizzera e la visione del filmato "Il Grande viaggio" realizzato nel 1989 dalla trasmissione di Rai 2 «Protestantesimo».
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